Pronto Soccorso: come funziona

da | Ultimo aggiornamento 01/07/2021 | Lavoro | 0 commenti

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Il pronto soccorso è conosciuto, oltre alla definizione più nota, con la terminologia di dipartimento di emergenza e accettazione (DEA).

La sua peculiarità è quella d’essere specializzato in medicina d’urgenza per coloro i quali arrivano senza preavviso, con l’ambulanza nei casi più urgenti o semplicemente con i propri mezzi.

Lo scopo del pronto soccorso è offrire dei trattamenti in grado di far fronte ad una serie di malattie e infortuni, molti dei quali possono essere anche estremamente pericolosi e – in quanto tali – richiedono un intervento repentino

Nel momento in cui un paziente arriva al Pronto Soccorso, gli si assegna un codice di emergenza che si rifà al suo quadro clinico personale. A seconda del colore del codice, viene valutata la situazione specifica e il trattamento da effettuare.

Pronto Soccorso codici

I codici sono legati al grado di emergenza della casistica che si presenta. Sono cinque i colori con i quali si contraddistinguono: rosso, arancione, giallo, verde e blu. Gli ultimi due, verde e blu, sono quelli che indicano una bassa urgenza, non denotano quindi un’emergenza, per questo motivo la cura del problema può passare al medico di famiglia.

Se, invece, il paziente arriva in ambulanza e le sue condizioni fossero critiche, il personale ne attenderà l’arrivo in ospedale. In caso contrario, sarà l’equipe del pronto soccorso a valutare la situazione e a decidere che tipo di priorità debba avere rispetto ad altri pazienti in attesa. L’iter per accedere al pronto soccorso, solitamente, si struttura così:

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Accettazione

Se il paziente che arriva in maniera autonoma al pronto soccorso, dovrà compilare un modulo in cui inserire tutti i dati utili richiesti. Se non fosse invece la prima volta per lui, basterà accedere alla sua cartella clinica;

Valutazione

Dopo la prima fase, la seconda consiste in una valutazione del caso da parte dell’infermiere o del medico di turno. Questa procedura valutativa prende il nome di triage e permette che i pazienti con delle problematiche più urgenti possano avere la precedenza;

Trattamento, trasferimento o dimissione

La terza e ultima fase è condizionata dai risultati della valutazione eseguita. Non sono pochi i casi in cui, prima di procedere, si devono effettuare ulteriori esami. la fase successiva dipende dai risultati della valutazione. Dal momento in cui fosse deciso che la situazione del paziente non rappresenti un’emergenza, quest’ultimo può recarsi dal medico di famiglia o ad un ambulatorio vicino, altre persone rincasano con una ricetta o, in alternativa, è possibile che vengano rinviate ad un’unità specializzata specifica, a seconda del problema segnalato.

Le fasi di un pronto soccorso

Pronto soccorso organizzazione

Il pronto soccorso si organizza dividendo, intanto, i dipartimenti in determinate categorie:

  • Dipartimenti di tipo 1: si tratta di dipartimenti di emergenza che forniscono un servizio 24 ore su 24 e strutture apposite alla rianimazione. È molto frequente che questi dipartimenti siano collegati a centri traumatologici o ad ospedali specializzati;
  • Dipartimenti di tipo 2: sono invece quelle strutture gestite da un primario dedicato ad una specialità singola;
  • Dipartimenti di tipo 3: in questo caso, i dipartimenti hanno lo scopo di trattare problemi di entità lieve o moderata, come tagli e infezioni, fratture, dolore di stomaco ecc. Si può accedere comunque senza previo appuntamento.
I dipartimenti del pronto soccorso

Le alternative al Pronto Soccorso

Esistono delle alternative al Pronto Soccorso, da valutare in situazioni specifiche, come abbiamo accennato. Se si tratta di casi gestibili, il medico di famiglia è il professionista a cui rivolgersi. I suoi orari sono solitamente impostati dalle 8.00 alle 20.00, nei giorni feriali, e dalle 8.00 alle 10.00 in quelli prefestivi.

Il medico curante fa visite in ambulatorio, svolge anche attività domiciliare e ha la rintracciabilità telefonica. Nei giorni e nelle fasce orarie escluse, invece, viene sostituito dal Servizio di Continuità Assistenziale.

Un altro riferimento alternativo è l’Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) che è, nella fattispecie, un raggruppamento di Medici di Medicina generale, avente il compito di garantire il servizio dalle ore 08.00 alle 20.00 e per tutti i giorni della settimana, al fine di assicurare le prestazioni mediche non differibili.

Ultimo, invece, il servizio di Guardia Medica che viene fornito dai Medici di Medicina generale: ha l’obiettivo di garantire la continuità assistenziale di medicina di base nelle ore notturne, nei fine settimana e nei giorni festivi.

Se ti interessa approfondire il tema del pronto soccorso, e in particolare avere qualche notizia in più in merito alla figura del medico del pronto soccorso (cosa fa esattamente e quanto guadagna), ti consiglio di leggere questo articolo.

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