ENPAM Quota B: cosa è e quando si deve pagare

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sarai interessato a conoscere tutte le notizie riguardanti ENPAM Quota B. In effetti, le informazioni da conoscere non sono poche: in questo articolo abbiamo cercato di evidenziare le principali, in modo tale da permetterti di avere una visione d’insieme completa ed esaustiva.

Arrivato alla fine di questo articolo, in tal modo, avrai le idee molto più chiare su ENPAM Quota B. 

ENPAM: quadro generale

ENPAM rappresenta l’acronimo di “Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri”, un ente di diritto privato a cui i lavoratori autonomi devono versare i contributi previdenziali.

L’obbligo di iscrizione sorge automaticamente dopo l’iscrizione all’Albo professionale, sia per i medici sia per gli odontoiatri.

L’iscrizione all’ENPAM avviene, come saprai, mediante il pagamento di due differenti quote: la Quota A e la Quota B ENPAM.

La Quota A risulta obbligatoria per qualunque medico od odontoiatra, anche nel caso decida di non esercitare la professione.

ENPAM Quota B, invece, è obbligatoria solo per i professionisti che traggano effettivamente un determinato guadagno dall’esercizio della propria attività: la cifra dovuta sarà, dunque, proporzionale al reddito prodotto.

Abbiamo dedicato un articolo intero all’ENPAM e a tutte le informazioni che lo riguardano: te ne consigliamo una lettura. 

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Iscrizione enpam e obblighi dichiarativi

Nel caso in cui fossi abilitato alla professione medica, nella considerazione che l’iscrizione a Enpam avvenga in maniera contingente a quella relativa all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, non si dovrà quindi presentare alcuna domanda alla Cassa.

Diverso invece il discorso sul sito istituzionale: www.enpam.it, la cui iscrizione è preziosa per la cura della gestione del rapporto con lo stesso ente.

Un obbligo necessario, ribadendolo nuovamente, è legato alla compilazione del Modello D: unico mezzo per calcolare i contributi in Quota B, per ogni anno in cui si produce reddito libero-professionale superiore a:

  • 4.457,73 euro se hai meno di 40 anni di età;
  • 8.232,59 euro se hai compiuto i 40 anni di età.

*i minimali riportati si riferiscono alle somme da inserire nel Modello D 2020. I minimali per il Modello D 2021, non ancora pubblicati da ENPAM, potrebbero essere tranquillamente confermati oppure, al limite, subire delle modifiche.

Rientrando in uno dei due esempi, basterà accedere all’area riservata per presentare il Modello D, il cui invio è previsto entro e non oltre il 31 luglio di ogni anno, fattasi eccezione per eventuali proroghe comunicate. La sanzione prevista, se si presenta il Modello oltre la data prestabilita, sarà di 120 euro.

Un altro punto da attenzionare, riguarda la possibilità di aumentare i propri versamenti facoltativamente; ciò significa che l’iscritto può decidere di aumentare i contributi che deve versare, fino ad una percentuale compresa fra l’1% e il 5% del proprio reddito. Basterà notificare la cosa attraverso la compilazione della domanda reperibile, entro il 31 gennaio dell’anno prima. Se non si comunica diversamente, l’opzione resta invariata.

Decidere di perseguire questa alternativa, consente allo stesso tempo di aumentare la propria pensione. Un altro modo per ottenere lo stesso risultato è rappresentato dall’allineamento contributivo: si può chiedere all’Enpam di versare somme aggiuntive al fine di condurre la contribuzione degli anni precedenti allo stello livello di quelli dell’ultimo anno, presumibilmente quindi più alta.

ENPAM Quota B: di cosa si tratta

Dunque, per potersi iscrivere alla Fondazione ENPAM è necessario il pagamento di due quote: la A e la B. Se la Quota A è un obbligo, come abbiamo accennato, per tutti i medici, più lungo e complesso è il discorso riguardante la ENPAM Quota B.

Come già detto, la ENPAM Quota B rappresenta quella quota al cui pagamento sono obbligati i medici e gli odontoiatri che, a seguito della loro attività libero professionale, producano un determinato reddito.

In altre parole, ad essere oggetto di contributo è il reddito che viene prodotto dai professionisti mediante la libera professione, prestazioni occasionali, professione intramoenia ed extramoenia e collaborazioni coordinate e continuative.

La Quota B permette anche due differenti aliquote: l’aliquota ridotta e l’aliquota intera.

Le differenze, come immaginerai, non sono poche. Infatti:

  • Aliquota intera: L’aliquota intera per tutti i redditi prodotti nel 2019 e, dunque, dichiarati nel 2020 ammonta al 18.5% del reddito. Questa aliquota vale, inoltre, per tutti quei redditi che non superano i € 102.543,00: nel caso fosse superata questa soglia limite, l’aliquota passa all’1%;
  • Aliquota ridotta: l’aliquota dimezzata varia in base a delle caratteristiche del soggetto che esercita la professione. Per una più completa comprensione, ti consigliamo la lettura del prospetto fornito direttamente dall’Ente, dove troverai tutte le risposte alle tue domande con riguardo all’aliquota ridotta. 

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Quota B: come determinare l’imponibile 

Per la determinazione dell’importo imponibile, è necessario conoscere determinate informazioni.

L’importo che deve essere dichiarato è quello che risulta dalle dichiarazioni a fini fiscali: tale importo viene dichiarato dunque, solo al netto delle spese sostenute per produrlo.

Le informazioni rilevanti non finiscono qui. Infatti, non sono poche le entrate che non rientrano all’interno del reddito oggetto di ENPAM Quota B ed è dunque necessario che tu le conosca.

Si ha che:

  • Non rientrano gli introiti derivanti da  indennità di maternità o sussidi per malattia;
  • Non sono da inserire nel calcolo gli altri redditi già soggetti ad altre forme obbligatorie di previdenza;
  • Il reddito già oggetto di Quota A non deve essere sottratto: questa sarà una fase di competenza dell’ENPAM;
  • Le eventuali agevolazioni fiscali non devono essere considerate nel computo;
  • I redditi generati in sede di convenzione o accreditamento con il SSN e percepiti dall’ASL non devono essere indicati;
  • Studi di settore: l’adeguamento non deve essere preso in considerazione.

Non in ultima istanza, è necessario che tu abbia presente che non è concesso coprire eventuali perdite riferite a periodi di imposta precedenti con quelli di periodi d’imposta successivi.

enpam quota B

Come avrai potuto notare fino a qui, le informazioni (sia generali sia particolari) da conoscere su ENPAM Quota B non sono poche 3 non sono così scontate.

ENPAM Quota B: modalità e scadenze

Come abbiamo detto, ogni anno è necessario dichiarare all’ENPAM il reddito prodotto l’anno precedente. Questa dichiarazione avviene mediante la compilazione del Modello D. Tale Modello è facilmente reperibile dal sito ufficiale ENPAM, accedendo all’area riservata.

E’ anche possibile, per chi lo preferisse, compilare il Modello cartaceo, per poi inviarlo mediante raccomandata.

La scadenza per la presentazione della documentazione è normalmente fissata al 31 luglio. Quest’anno a causa dell’emergenza Covid-19, tale scadenza è stata posticipata al 30 settembre.

E’ importante annotare questa data: la consegna del modello oltre questa data comporta una sanzione (fissa e obbligatoria) di 120 euro. 

Come si paga?

Il pagamento dei contributi sul reddito, per quanto riguarda la libera professione, può avvenire attraverso una soluzione unica o – in alternativa – a rate.

Quest’ultima modalità, però, è possibile solo se si attiva l’addebito diretto con l’Enpam sul conto bancario, altrimenti non è una via praticabile. In alternativa, è possibile attivare anche gratuitamente la Carta di credito, messa a disposizione da Enpam, in convenzione diretta con la Banca popolare di Sondrio. Nel caso si scegliesse di agire così, si dovrà però disattivare l’addebito diretto.

Per quanto riguarda l’importo da versare, sarà l’Enpam a calcolarlo facendo rifermento alle dichiarazioni fatte durante la compilazione del modello D.

Il pagamento può avvenire essenzialmente in due modi:

  • tramite Mav, che è disponibile nell’area riservata;
  • con domiciliazione bancaria (una modalità da avallare entro e non oltre il 15 marzo).

La Quota B 2021, invece, si salda solo a partire dall’anno successivo rispetto a quello di riferimento. La ragione è in realtà molto semplice: è necessario essere a conoscenza del corretto importo relativo al reddito professionale ottenuto nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno di riferimento. L’importo in questione, com’è stato già accennato, si comunicherà sul modello D.

Anche in questo caso, il pagamento potrà essere effettuato con le stesse modalità sopracitate.

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