Compenso dentista: come definire le tariffe in base ai costi

da | Ultimo aggiornamento 24/06/2021 | Lavoro | 0 commenti

Definire il compenso dentista e lo stipendio dentista, ma anche il tariffario dello studio dentistico è un’operazione delicata, che richiede conoscenze di marketing ed economia. Vediamo allora come calcolare il compenso odontoiatra sulla base dei costi fissi e variabili dello studio dentistico.

Compenso dentista: conoscenze economiche alla base del tariffario

Per calcolare il corretto compenso del dentista e, di conseguenza, il tariffario dello studio dentistico è importante calcolare i costi, dato che il guadagno effettivo da una prestazione dipenderà da quanto costa erogarla. Saranno proprio i costi dello studio dentistico a definire la fee e, di conseguenza, il profitto per il dentista.

Ogni prestazione del professionista, anche quella odontoiatrica, può essere erogata solo dopo aver sostenuto dei costi, vediamo allora quali sono quelli del dentista, distinguendo tra costi fissi e variabili.

Calcolare correttamente il compenso di un dentista? Ti aiutiamo noi passo per passo, elencandoti tutti i passaggi!

Stipendio dentista e costi fissi dello studio

Con il termine costi fissi ci si riferisce a quelli necessari per erogare una prestazione, che comporta un dispendio di denaro anche quando il paziente non si presenta all’appuntamento o non viene eseguita.

Uno studio dentistico ha, infatti, dei costi di gestione anche pesanti e che comprendono il costo dei dipendenti, dell’assicurazione, dell’affitto e delle utenze. Ma non sono i soli.

La formula oraria è, quindi, il primo metodo per calcolare il costo orario dello studio, un numero che successivamente permette di calcolare il costo orario per poltrona e che considera tutti i costi fissi.

Ad esempio, se uno studio ha 100.000 euro di costi fissi all’anno e lavora per 1760 ore, allora la poltrona del dentista costa 56€ all’ora e lavorare per un compenso inferiore significa non coprire nemmeno le spese dello studio odontoiatrico. Per questo, uno degli aspetti principali da considerare per definire il corretto compenso dentista sono innanzitutto i costi fissi.

Inoltre, ogni studio dentistico ha dei costi variabili, come vedremo ora.

Stipendio dentista e costi variabili dello studio

Parlare di costi variabili dello studio dentistico significa comprendere i costi legati al lavoro sul paziente effettivamente eseguito e variano a seconda della prestazione e della tipologia del paziente. Esistono tre categorie di costi variabili:

costi del materiale utilizzato durante la prestazione dal dentista (guanti, bicchierini, strumenti per la pulizia, …);

costi di laboratorio, ovvero dell’odontotecnico per i casi di prestazioni come l’impianto di protesi o l’ortodonzia;

costi del dentista, ovvero il compenso reale o figurativo che gli spetta per la prestazione sul paziente.

Pochi sono, tuttavia, i dentisti che hanno il tempo, la voglia e la costanza necessarie a calcolare tutti i costi variabili, in particolare quelli dei materiali, per mantenere un compenso adeguato.

Eppure, sapersi riconoscere il giusto stipendio rappresenta un investimento per il futuro, dato che saper bilanciare costi e guadagni è una caratteristica alla base del successo di ogni impresa. Quali sono, allora, le conclusioni dopo avere analizzato costi fissi e costi variabili al fine della determinazione del corretto stipendio dentista?

Conclusioni

La prima conclusione è piuttosto ovvia: la prestazione dovrà avere un costo non inferiore al costo orario o costo per poltrona, che comprende costi fissi e variabili dello studio divisi per il numero di ore di lavoro in un anno.

La seconda conclusione: se la tariffa per la prestazione è pari al costo di produzione della stessa, allora il dentista professionista non avrà uno stipendio e lavorerà come una ONLUS, dato che le sue attività non genererebbero profitti.

La terza conclusione è che se la tariffa della prestazione è inferiore ai costi di produzione allora il dentista farebbe beneficienza, finanziandosi con i risparmi del titolare dello studio o i propri.

Ecco i nostri consigli per generare un corretto compenso dentista e mantenere economicamente in salute lo studio:

  1. conoscere esattamente il costo necessario ad erogare ciascuna prestazione;
  2. aggiungere a tale costo un plus, ovvero il compenso orario che si desidera ottenere;
  3. creare un listino ufficiale o tariffario dello studio dentistico;
  4. creare un sistema di sconti, convenzioni e promozioni da inserire in un listino secondario e da utilizzare a seconda della necessità.

Il risultato? Grazie a tariffe studiate sulla base dei costi fissi e variabili dello studio si potrà mantenere l’attività nel tempo e restare competitivi nei confronti degli altri studi dentistici, creando un’economia positiva.

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