L’informazione di garanzia (nota anche come “avviso di garanzia”) è uno strumento che dà l’opportunità all’indagato di prendere coscienza di un procedimento penale a suo carico.

Prima di questo momento, è possibile conoscere l’esistenza di un procedimento attraverso interrogazioni di un registro generale delle notizie di reato, salvo determinate circostanze che non consentano l’ostensione della notizia, come previsto dall’articolo 335 comma 3 e 3bis del codice di procedura penale. L’istituto è disciplinato dall’articolo 369 del c.p.p., che prevede che, quando un pubblico ministero deve compiere un atto al quale ha diritto di assistere il difensore, devono essere inviate per posta delle informazioni di garanzia.

Gli atti garantiti sono: accertamento tecnico non ripetibile, interrogatorio, ispezione, confronto e perquisizione o sequestro. Negli anni ’90 si è verificata una massiccia strumentalizzazione dell’istituto, che ha portato all’anticipata declaratoria di responsabilità. Per questo motivo, la legge 8 agosto 1995, n. 332 ha modificato l’articolo 369 del c.p.p., e ha voluto limitare l’invio dell’informazione di garanzia ai soli atti garantiti sopra elencati.

Tutto ciò è stato fatto per evitare i pregiudizi che si verificavano in precedenza. Grazie a questo cambiamento, l’informazione di garanzia è diventata realmente uno strumento di garanzia per l’indagato. Si tratta, dunque, di un importante passo in avanti per prevenire abusi e assicurare giustizia.

La funzione dell’avviso di garanzia

La funzione dell’informazione di garanzia è fornire al soggetto sottoposto all’indagine l’opportunità di esercitare correttamente il diritto di difesa qualora il pubblico ministero intraprenda azioni che richiedano la presenza del difensore. Viene realizzata mediante la comunicazione di una descrizione sommaria degli addebiti mossi all’indagato.

Tuttavia, non è mai obbligatorio il compimento di tali atti garantiti, ragion per cui è possibile che l’intero processo investigativo possa svolgersi senza l’intervento del soggetto coinvolto.

Cosa fare se si riceve un avviso di garanzia

Nel caso in cui si venga a conoscenza della notifica di un avviso di garanzia, è consigliabile richiedere immediatamente l’assistenza di un valido avvocato penalista, al fine di elaborare strategie difensive ottimali e prepararsi per quanto possibile al corso della procedura. Di fatto, la polizia giudiziaria, nel caso di una informazione di garanzia, ha l’obbligo di informare l’indagato richiedendogli, allo stesso tempo, di scegliere un domicilio legale per successive notifiche.

Quindi , se si riceve un avviso di garanzia, ecco cosa si può fare:
– Nominare un avvocato;
– Presentare alla procura eventuali documenti utili per difendesi
-Richiedere al pm di essere sottoposti ad un interrogatorio;
-Fornire eventuali dichiarazioni.
Durante il percorso investigativo, la procura può giungere a due esiti:
1) Nessuna prova per andare avanti con un processo; in questo caso, il procedimento verrà archiviato;
2) Presenza di prove per avviare un procedimento giudiziario. In questo caso, da indagato si passa ad imputato, e il processo ha inizio.

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