Atti invasivi

La definzione di atto invasivo è molto rilevante ai fini della corretta interpretazione della copertura della polizza. Infatti molte polizze vanno ad escludere espressamente gli atti invasivi.

A tal fine è importante riferirsi alla definizione che viene data nella propria polizza.

A titolo esemplificativo ecco un paio di defizioni:

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Atti invasivi: atti medici diagnostici e/o terapeutici praticati senza accesso alla sala operatoria o emodinamica e senza ricorso ad anestesia totale, spinale o epidurale, che prevedono l’inserimento nell’organismo di un idoneo strumentario medico e/o che comportano l’asportazione di tessuti e/o il prelievo bioptico per indagini istologiche. Si considerano a tutti gli effetti Atti invasivi la chirurgia refrattiva e le tecniche diagnostiche endoscopiche.

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– la sutura di ferite traumatiche maggiori;
– l’applicazione di cateteri cardiaci e l’esecuzione di tecniche di angiografia o angioplastica;
– il parto, sia naturale che cesareo; qualunque altro intervento ostetrico o ginecologico durante il quale possano verificarsi sanguinamenti;
– la manipolazione, la sutura o la rimozione di tessuti orali o peri-orali, inclusi i denti;
– l’iniezione e/o introduzione e/o utilizzo di sostanze per finalità estetiche;
– l’utilizzo del laser non strettamente connesso a procedure cutanee;
– la penetrazione chirurgica dei tessuti, cavità od organi, compreso l’uso di bisturi e retrattori.

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