Assistente alla poltrona: cosa fa e quanto guadagna

da | Ultimo aggiornamento 17/06/2021 | Lavoro | 2 commenti

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Assistente alla poltrona: di cosa si tratta

L’assistente alla poltrona è il professionista che, per primo, accoglie il paziente e concorre nel metterlo a proprio agio.

Entrando più nello specifico, fa parte dei professionisti dell’area paramedica, principalmente con ruolo di assistenza tecnico-operativa durante gli interventi dentistici e, come già accennato, di accoglienza dei pazienti.

Non solo: oltre alle mansioni citate e al supporto psicologico, è l’assistente alla poltrona ad occuparsi del trattamento dello strumentario, dei materiali e delle apparecchiature. 

Per questi motivi, il ruolo che svolge non è affatto secondario e, anzi, la sua opera rappresenta un importante valore aggiunto all’efficacia operativa della struttura in cui l’assistente alla poltrona presta servizio.

Assistente alla Poltrona, una professione importante e sempre ricercata

L’assistente alla poltrona è una figura professionale che, nel modo in cui abbiamo avuto l’opportunità di considerare, riveste un ruolo prezioso all’interno di uno studio dentistico, in termini di utilità e versatilità: dall’assistenza all’odontoiatra, fino alla gestione delle pratiche amministrative.

Oltre alle mansioni a cui l’ASO dovrà dedicarsi, chi decide di svolgere questo lavoro ormai sempre più ricercato, dovrà avere nel proprio database dei requisiti essenziali, in grado di fare la differenza in questo ambiente:

  • Predisposizione rassicurante ed empatica;
  • Capacità eccellenti nel relazionarsi con il pubblico e nell’organizzare la logistica dello studio;
  • Attitudine precisa nell’adempimento delle direttive e scarsa impressionabilità;
  • Ottima dimestichezza con il PC e con i sistemi informatici più noti;
  • Capacità di lavorare in totale autonomia.

Per quanto riguarda lo stipendio di un assistente alla poltrona, come avremo modo di spiegare meglio nel dettaglio, varia a seconda del livello d’esperienza raggiunto. In termini generici, la retribuzione iniziale si aggira mediamente intorno ai 900 euro mensili, massimo 1000, arrivando a sfiorare i 1200 dopo almeno due anni, per poi assestarsi sui 1400 nel momento in cui si svolge la professione per circa 5 anni.

Come diventare ASO

Per accedere alla professione, non è necessaria una laurea in discipline mediche o, più generalmente, sanitarie: si può accedere essendo in possesso di un diploma di scuola secondaria.

Non ci sono vincoli sulla tipologia di scuola secondaria, anche se, sicuramente, gli indirizzi più consigliati sono quelli dell’ambito scientifico.

I corsi, anche online, si compongono di un certo numero di ore (700 ore complessive) e devono essere erogati da Regioni o enti riconosciuti. Prima di poter ottenere l’attestato, è obbligatorio un periodo di pratica.

Così, mediante i corsi per diventare assistente alla poltrona, verranno acquisite da parte degli iscritti tutte le competenze tecniche richieste.

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Sicuramente, una volta terminato il periodo di formazione, a fare la differenza saranno anche le competenze trasversali, come la capacità di lavorare in gruppo e l’empatia.

Non possono mancare, poi, uno spiccato senso di responsabilità e una forte attenzione al paziente, anche quando avesse paura del dentista.

Consigliamo caldamente la lettura di questo libro.

Basta un corso di 700 ore complessive.

Assistente alla poltrona: quanto guadagna

Per quanto riguarda il guadagno di un assistente alla poltrona, questo varia sulla base di numerose variabili.

Ad esempio, ad influire sulla retribuzione sono la dimensione dello studio e le responsabilità.

Il guadagno sarà, dunque, diverso sulla base anche dell’attività svolta in prevalenza (amministrativa, tecnico-pratica o di accoglienza).

Comunque,  la retribuzione è notevolmente legata al profilo dell’operatore: anche per questo motivo, è bene prestare attenzione alle competenze trasversali.

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Corsi per diventare assistenti alla poltrona: materie

Per diventare Assistenti alla Poltrona, scelto il corso abilitante da seguire, si dovranno apprendere delle competenze mirate, sia durante la fase teorica che pratica.

La prima fase teorica avrà modo di svolgersi, nel caso in cui fosse in presenza, in un’aula opportunamente dotata di postazioni e dispositivi individuali, mentre la seconda – quella pratica – si espleterà negli studi dentistici selezionati.

Per quanto riguarda le materie da affrontare, il percorso formativo sarà legato alla conoscenza di cenni di anatomia e fisiologia, con particolare attenzione nei confronti dell’apparato stomatognatico, a seguire fondamenti di citologia e istologia, endodonzia, protesi pedodonzia, ortodonzia, implantologia, chirurgia orale e conservativa. Non da meno, un apprendimento quantomeno essenziale sulla radiologia e le relative normative protettive, elementi di rianimazione, compresa una buona infarinatura sulle disposizioni essenziali che tutelano la sicurezza sull’ambiente di lavoro.

La fase successiva, quella riguardante le esercitazioni, sarà improntata sull’assistenza quotidiana necessaria in uno studio dentistico. Si apprenderà a fare il rilievo delle impronte, le devitalizzazioni, le otturazioni e fare da assistente durante le pratiche di chirurgia orale, compresa l’implantologia delle protesi.

Al fine di accedere al corso prescelto, sarà opportuno intanto possedere il diploma di scuola media superiore oppure, come ulteriore opzione, avere una qualifica professionale conseguita al termine di percorsi biennali o triennali di formazione, rientra tra i requisiti anche la qualifica OSS.

I cittadini extra-comunitari, di contro, dovranno esibire una dichiarazione che attesti il titolo di studio in loro possesso, rilasciata dal paese presso cui hanno conseguito il diploma. In più, dovranno essere in grado di comprendere la lingua italiana e di esprimersi ad un livello che possa loro consentire di prender parte al percorso, senza riscontrare troppe difficoltà.

CNL applicato e inquadramento di legge per l’assistente alla poltrona

Non è una novità che gli studi odontoiatrici richiedano, da sempre, la figura professionale dell’Assistente alla poltrona. Oggi, in maniera particolare, rivela d’essere un tipo di attività che richiede livelli di competenza e professionalità notevoli e all’altezza. Per questi motivi, la regione Lombardia ha avuto l’iniziativa di normare la figura professionale dell’ASO, mettendone in evidenza gli obiettivi di formazione, oltre alle competenze di base (art. 1, comma 2 della legge 43/2006).

Si tratta, a tutti gli effetti, di una professione estremamente delicata tale per cui, se non vengono rispettati i requisiti previsti e prescritti dalla legge stessa, la Regione Lombardia ha deciso di inibire lo svolgimento dell’attività. 

L’Assistente alla Poltrona, come si compete a diverse altre professioni, può assurgere a diversi livelli, nel corso della sua carriera. La sua appartenenza ad un livello, a discapito di un altro, dipende dalle mansioni che verranno accordate presso la sede in cui lavora. Nel dettaglio:

  • Il quarto livello include quei candidati che, nonostante siano dotati di conoscenze specifiche, svolgono mansioni d’ordine semplici;
  • Il quarto livello super, di contro, consta di assistenti che – oltre a svolgere le mansioni d’ordine sopracitate – sono in possesso di capacità tecniche particolari;
  • Al terzo livello invece, troveremo chi è in grado di svolgere quelle che vengono definite “mansioni di concetto”, ovverosia attività legate al coordinamento di altri dipendenti del personale presso cui operano.

Aspetti legislativi

Il percorso formativo di Assistente alla poltrona di studio odontoiatrico è relativamente recente.

E’ stato approvato con delibera regionale n. 6481 del 14/06/2007 (atto n. 633, in attuazione dell’art. 1 comma 2 legge 43/2006 “Disposizioni  in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetricia, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l’istituzione dei relativi ordini professionali”).

Questo è stato un riconoscimento importante poiché ha valorizzato una professione estremamente utile per i professionisti medici dentisti e odontoiatri con i quali collabora, quale, appunto, quella dell’assistente alla poltrona.

Chi oggi si accosta a questa mansione ha la possibilità di seguire un percorso formativo stimolante e completo e di trovare sbocchi lavorativi concreti al termine della formazione. 

Venerdì 6 aprile, sulla Gazzetta Ufficiale serie n. 80, è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 febbraio 2018, riguardo l’individuazione del profilo professionale dell’Assistente di Studio Odontoiatrico.

Clicca qui per visionare il testo completo del decreto.

Compilazione del curriculum

In caso di screening delle aspettative da parte del professionista medico dentista e odontoiatra, tra le più richieste si trovano:

  • Riordino, sterilizzazione e preparazione dello strumentario dello studio per specifici interventi;
  • Gestione agenda degli appuntamenti;
  • Controllo e aggiornamento schedari;
  • Gestione rapporti con i fornitori e collaboratori esterni;
  • Svolgimento delle quotidiane attività amministrative, anche mediante tecnologia informatica;
  • Predisposizione dell’area di intervento clinico;
  • Assistenza al medico odontoiatra durante l’esecuzione delle prestazioni;
  • Manipolazione, preparazione e stoccaggio materiali dentali;
  • Riordino, pulizia, disinfezione, sterilizzazione e preparazione dello strumentario, delle attrezzature e dell’ambiente di lavoro;
  • Archiviazione e catalogazione del materiale radiografico e iconografico del paziente.

Appare chiara ora, viste le aspettative, la necessità di un percorso formativo necessario a soddisfare le molteplici esigenze di uno studio odontoiatrico verso la figura professionale dell’assistente alla poltrona.

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