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In questo articolo analizzeremo le sostituzioni medici. In particolare, sviscereremo la tematica riguardante la possibilità di effettuare sostituzioni senza (o con) l’apertura della partita IVA. La questione non è, infatti, semplice come può sembrare e merita di conseguenza un attento approfondimento.

Sostituzioni medici e partita IVA

Le perplessità che, probabilmente, ti hanno portato a leggere questo articolo riguarderanno la possibilità di effettuare le così definite “prestazioni occasionali”. Non solo: è probabile che il tuo dubbio riguardi anche gli aspetti formali della questione, come, ad esempio, l’apertura della partita IVA.

Se hai già avuto modo di approfondire la tematica delle sostituzioni, sia di medici di medicina generale che medici di continuità assistenziale, saprai che in Italia non vige (per legge) l’obbligo di apertura della partita IVA per i giovani medici che prestano opera per un compenso complessivo annuo non superiore a 5.000 €.

Il problema non è tanto sul fronte del compenso massimo, quanto sulla possibilità di verificare l’effettiva occasionalità della prestazione. Questo problema è stato posto, come dicevamo, non dalla giurisprudenza, ma dall’Agenzia delle Entrate.

Il ragionamento alla base è molto semplice: per quale motivo un giovane medico iscritto all’Ordine dovrebbe voler prestare il proprio servizio in modo (effettivamente) occasionale? Secondo quanto sostenuto dall’Agenzia delle Entrate, dunque, la stessa iscrizione all’Ordine dei Medici rappresenta un chiaro segnale non di occasionalità, ma di abitualità nella prestazione medica

Sostituzioni medici: meglio con la partita IVA?

La risposta a questa domanda non può essere che si. Infatti, come abbiamo detto, la legge non pone l’obbligo di apertura di partita IVA in caso di sostituzioni medici per compensi non superiori ai 5.000€. Se avete intenzione, quindi, di limitare le prestazioni occasionali ad effettive sostituzioni non continuative potete prendere in considerazione di non aprire la partita IVA. In tutti gli altri casi, siete tenuti all’apertura per sostituzioni medici.

Considerate che l’Agenzia delle Entrate vi starà col fiato sul collo, chiedendo giustificazioni dettagliate nell’eventualità in cui non abbiate la partita IVA.

L’altra faccia della partita IVA

La partita IVA porta anche ad avere la possibilità di scaricare alcune delle spese previste per la professione. Le spese deducibili sono:

  • Le spese riguardanti acquisto, utilizzo e manutenzione di motorino o automobile: deducibili con il regime ordinario al 20%, al 50% con il regime dei minimi;
  • Le spese per acquistare uno smartphone, insieme alle spese riguardanti la sua manutenzione, sono deducibili all’80% con l’ordinario e al 50% con il regime dei minimi;
  • Spese per abitazione, manutenzione e bollette: secondo il regime dei minimi, queste spese sono deducibili al 50%;
  • Nella loro totalità sono scaricabili le spese previdenziali (ENPAM – Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri);
  • Spese di rappresentanza, spese per cene e abbigliamento (solo se effettivamente effettuate durante l’esercizio della propria attività professionale).

Come si apre la partita IVA?

Se ti sei convinto ad aprire la partita IVA per quanto hai letto, ora ti interesserà scoprire come e con chi avviare tutte le pratiche previste. Le strade che vi si aprono di fronte sono principalmente due. O decidete di chiedere aiuto al vostro commercialista di fiducia, che si prenderà poi la responsabilità di comunicarvi tutte le scadenze e gestirà la contabilità relativa, o fate da soli. Considerate, prima di scegliere quale strada imboccare, che il modulo da presentare presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate è composto da 11 pagine di non facilissima lettura ed interpretazione. Avviare sostituzioni medici non è così semplice come sembrava, vero?

Conclusioni

Per quanto con la legge di Stabilità del 2015 siano cambiate non poche cose (ti consigliamo di cliccare qui per approfondire), la partita IVA non comporta solo oneri per sostituzioni medici, ma anche alcuni vantaggi. Uno spunto di riflessione che non possiamo tralasciare riguarda il fatto che, comunque, le spese previste per un medico con una partita IVA aperta da poco non sono onerose come quelle previste per il futuro dell’attività professionale.