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In questo articolo vi proponiamo l’intervista a Tania di Giovanni, uno dei medici che ha svolto esperienza in Africa.

Ciao! Mi chiamo Tania Di Giovanni, ho 33 anni e vivo e lavoro a Roma. Ho frequentato l’Università La Sapienza e mi sono laureata in medicina nel 2014. Adoro leggere, passeggiare per Roma con il mio cagnolino Muffin e fare volontariato.

medici dal mondo

Perché hai scelto di fare il medico?

Quella per la Medicina è una passione che ho fin da piccola. Ho scelto di voler essere un medico a 5 anni, guardando gli speciali di Super Quark sul Corpo Umano: se sono un medico è grazie a Piero Angela!

Che lavoro fai attualmente?

Dopo la laurea e l’abilitazione come medico ho fatto varie esperienze e varie sostituzioni di medici di base; subito dopo ho fatto un periodo di affiancamento in Croce Rossa sulle ambulanze e in seguito ho gestito un piccolo ambulatorio in un campo nomadi alle porte di Roma e per un breve periodo anche un presidio di accoglienza migranti. Dal 2015 lavoro presso l’ambulatorio medico della Fondazione Villa Maraini, una struttura che da anni si occupa di tossicodipendenza.

Raccontaci della tua esperienza all’estero: dove sei stata? Perché hai scelto di partire? Consigli per i medici in Africa?           

Ho partecipato come volontaria a diverse missioni sanitarie attraverso l’associazione “Diritti al Cuore”, che si occupa di tutelare la salute in Senegal. Sono partita con loro tre volte tra aprile 2016 e aprile 2017, ogni volta per due settimane. Durante le missioni visitiamo un migliaio di bambini, e non solo quelli che ricevono il nostro sostegno a distanza. Ho sempre desiderato partecipare a un’attività del genere e sono stata completamente conquistata dall’entusiasmo e dalla passione delle altre persone nell’associazione. E’ stata un’esperienza unica: consiglio a tutti i miei colleghi di fare un’esperienza da medici in Africa!

Com’è cambiata la tua vita nel nuovo paese? Quali difficoltà hai affrontato? Che differenze ci sono rispetto all’Italia per medici in Africa? 

Per vivere in Senegal ci vuole un grosso spirito di adattamento, e proprio andando là ho scoperto di averlo. La vita è dura, specie nei villaggi della savana: non c’è acqua corrente, ma solo quella del pozzo; non ci sono servizi igienici adeguati e il clima è ovviamente molto più caldo rispetto all’Italia. L’ostacolo più grande è rappresentato dalla lingua: quella ufficiale è il francese, ma quasi tutti parlano il wolof. Per effettuare le visite ho dovuto impararne qualche parola, ma per poter comunicare meglio in tempi brevi ho studiato i rudimenti del francese.  La Sanità in Senegal è a pagamento, quindi qualsiasi prestazione ha un costo. Il sistema sanitario è organizzato in maniera piramidale, con al vertice l’Ospedale regionale, a cui hanno accesso in pochi visti i costi elevati, e man mano che si scende alla base si trovano strutture con meno personale e meno risorse e pertanto costi più economici e accessibili a una maggiore fetta di popolazione. Il problema è però che le famiglie senegalesi sono molto numerose e spesso trascurano le spese sanitarie per riuscire a sfamarsi. I bimbi che visitiamo hanno soprattutto le cosiddette “malattie della povertà”, causate appunto dall’inquinamento del loro territorio. Quello che manca è un corretto approccio all’igiene, accorgimenti di base minimi che potrebbero ridurre se non eliminare del tutto queste patologie.

Cosa ti aspetti dal tuo futuro? 

Penso che ripeterò questa esperienza per medici in Africa. Arricchisce come essere umani e rende più forti, minimizzando le problematiche che si affrontano ogni giorno qui in Italia. Nella mia seconda missione sono andata qualche giorno anche in Gambia, paese anglofono, dove ho visitato altri bimbi di un villaggio. Spero di tornarci al più presto. Nel frattempo sto frequentando una specializzazione in Psicoterapia e poi chissà…

Cosa ti senti di consigliare a chi sta pensando di fare un’esperienza all’estero?

Che si tratti di Erasmus, di periodi di lavoro o di volontariato, uscire dal proprio Paese è sempre un’occasione di crescita e di apertura, quindi consiglio di farlo.

FOCUS SENEGAL

CAPITALE: Dakar

ABITANTI: 14.133.728

LINGUA: francese, wolof, serer

MEDICI PER 1000 ABITANTI: 0,06 (in Italia sono 4)

SPESA SANITARIA TOTALE PRO CAPITE: 96,5$

INFORMAZIONI UTILI PER MEDICI IN AFRICA

Durante gli ultimi 20 anni lo stato di salute della popolazione è migliorato, l’aspettativa di vita è aumentata, passando da 44 anni nel 1999 a 64 nel 2012, con una riduzione della mortalità infantile. Sono stati fatti passi avanti anche nel controllo di HIV/AIDS e malaria e il piano per l’immunizzazione a livello Nazionale ha prodotto ottimi risultati. Di contro stanno aumentando le malattie non trasmissibili e croniche legate allo stile di vita che non vengono adeguatamente trattate per la scarsità dei mezzi e delle strutture. Il Senegal ha predisposto un Piano Nazionale di Sviluppo per il periodo 2009-2018 con l’obiettivo di garantire l’accesso universale a servizi sanitari di alta qualità e di promuovere la prevenzione.