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Nel tuo status da medico od odontoiatra, non puoi non conoscere dettagliatamente la Fondazione ENPAM e le sue differenti caratteristiche. In questo articolo abbiamo cercato di raccogliere le informazioni principali e maggiormente interessanti dell’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, in modo tale da assicurarti una comprensione a trecentosessanta gradi. Alla fine di questo articolo avrai le idee molto più chiare.  

Una breve storia della Fondazione ENPAM

Data l’importanza della trattazione riguardante la Fondazione ENPAM, è giusto tracciare brevemente anche la sua storia fino ai giorni nostri. Devi sapere, infatti, che la complessiva storia, in Italia, della tutela previdenziale medica non è per niente semplice e le modifiche intervenute nel corso degli anni non sono poche. L’anno in cui nacque la Cassa di Assistenza del Sindacato Nazionale Fascista Medici è il 1931. E’ da questa data che iniziò ad avvenire così l’erogazione di assegni assistenziali agli iscritti che si trovassero in una situazione di comprovata e particolare emergenza. Un’importante svolta si ebbe poi con la caduta della dittatura fascista e soprattutto con l’articolo 38 della Costituzione Italiana. Nel 1950, la Cassa si trasformò in Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici (disciplinato dal diritto pubblico): in tal modo, vennero corrisposti contributi assistenziali non più sporadici, ma continuativi a tutti gli effetti. La Fondazione Enpam nacque nel 1995 e, con la sua nascita, divenne ente di diritto privato (quindi non più ausiliaria dello Stato Italiano). 

fondazione enpam

Gli obblighi e i diritti

E’ necessario, innanzitutto, sottolineare che i contributi previdenziali non vengono versati da ogni tipo di lavoratore all’ENPAM. Infatti, in Italia oltre l’ENPAM esistono anche l’INPS e l’INPDAP. Dovrai, dunque, versare i tuoi contributi:

  • All’INPS: nel caso in cui tu sia un lavoratore privato;
  • All’INPDAP: se svolgi la tua attività all’interno della Pubblica Amministrazione;
  • All’ENPAM: qualora tu prestassi opera come lavoratore autonomo.

Focalizzando la nostra attenzione in modo più specifico su medici e odontoiatri, è necessario che tu sappia che, dopo aver eseguito l’iscrizione all’Albo, sorge per loro l’obbligo di effettuare l’iscrizione alla Fondazione ENPAM. Una volta effettivamente completata la procedura, ogni iscritto riceverà una carta ENPAM, mediante la quale avrà la possibilità di verificare in qualunque momento la propria situazione contributiva. Dal momento iniziale fino alla cessazione dell’attività esercitata, la Fondazione ENPAM scorta passo passo il professionista nel percorso previdenziale. Nella situazione in cui un neo iscritto morisse o ci si trovasse nel caso di completa e comprovata inabilità professionale, è obbligo dell’ENPAM procedere al versamento di una pensione di invalidità e reversibilità: questo prescindendo completamente dall’entità effettivamente versata fino a quel momento dal contribuente. 

Fondazione ENPAM: Quota A e Quota B

Devi sapere che il Fondo di Previdenza Generale prevede obbligatoriamente, mediante il pagamento di due quote, l’effettuazione dell’iscrizione per tutti i professionisti che risultino già iscritti all’Albo professionale. Più nel dettaglio:

  • Quota A: ogni medico od odontoiatra iscritto all’albo è per legge obbligato a versare la Quota A. Obbligatoria anche per chi decida di non esercitare la professione e per chi risulti iscritto anche in altri fondi;
  • Quota B: sono invece obbligati al versamento della Quota B solo i medici e gli odontoiatri che, esercitando effettivamente la loro professione, ricavino dalla stessa un profitto. L’importo di questo contributo è proporzionale al reddito effettivamente percepito, durante l’anno precedente, dal libero professionista. Bisogna comunque ricordare che ad essere considerata nella determinazione di questa quota non rientra solamente la libera professione: vengono valutate anche prestazioni occasionali, collaborazioni e professione sia intra che extramoenia. 

Quanto bisogna versare all’ENPAM

Naturalmente per definire cifre e importi da versare alla Fondazione ENPAM, bisogna distinguere necessariamente tra gli importi previsti per la Quota A e quelli previsti per la Quota B. 

Quota A

La Quota A prevede differenze e variazioni (anche consistenti) in termini di importo sulla base dell’età del medico od odontoiatra. In tal senso, infatti:

  • Fino al compimento dei 30 anni d’età: la quota annua risulta pari a € 253,73;
  • Nella fascia tra i 30 anni compiuti e i 35 anni d’età: la quota subisce un importante incremento, passando da € 253,73€ a € 451,10 annui complessivi;
  • Dai 35 anni compiuti ai 40 anni: per questa fascia d’età, i professionisti sono obbligati al versamento di € 807,96 annui;
  • Per gli over 40 e fino al pensionamento della Quota A la cifra complessiva annua ammonta a € 1.454,90. 

Il versamento della Quota A può avvenire fino al massimo ai 70 anni compiuti: è questa l’età dalla quale, infatti, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia di Quota A.

Quota B

Il discorso cambia per quanto riguarda il calcolo della Quota B, che, come abbiamo visto, viene calcolato (sulla base del modello D presente sul sito online della Fondazione ENPAM) in maniera proporzionale ai redditi percepiti annualmente per le attività citate (libera professione, prestazioni occasionali, etc). La Quota B può prevedere sia una aliquota intera sia una ridotta. La percentuale di reddito che deve essere versato varia molto tra che venga prevista una aliquota intera piuttosto che ridotta.

Conclusioni

Come avrai potuto capire, le informazioni necessarie per conoscere la Fondazione ENPAM non sono poche. Nello specifico, piuttosto complessa e degna di un approfondimento risulta essere, in sede di iscrizione all’ENPAM, la Quota B. Ti consigliamo, dunque, un serio approfondimento di questo aspetto.