Se stai leggendo questo articolo probabilmente è perché anche tu sei incuriosito dalle proposte dei giovani medici riguardo la riforma formazione specialistica in Italia. In questo articolo abbiamo cercato di evidenziare le principali criticità del sistema attuale e le più rilevanti proposte sul fronte, appunto, dell’auspicata riforma della formazione specialistica

Le criticità attuali: pre lauream

Prima di analizzare le proposte per la riforma formazione specialistica, è necessario entrare nel vivo del problema che le ha fatte sorgere. Devi sapere che in Italia non è da poco tempo che si è insinuato, sul fronte della formazione medica specialistica, un importante clima di sfiducia. La sfiducia non si percepisce solo con riguardo alla formazione medica specialistica, ma anche, se pur in modo meno accentuato, sul fronte del percorso di laurea. Infatti, il percorso di laurea viene percepito in maniera non positiva dai giovani medici: risulta, dal loro punto di vista, una laurea di fatto poco professionalizzante e caratterizzata da periodi di internati limitati e limitanti sul fronte del rapporto tra studente e caso clinico. Va detto e ricordato che questa sfiducia porta con sé un pesante fardello per il nostro Paese: la formazione del medico dovrebbe essere garante anche di una formazione umana, sia per esperienze sia per competenze, che se trascurata comporta l’insorgere di pesantissime ricadute sul versante civico e su quello sociale. Il problema è dunque serio.

Le criticità attuali: post lauream

Come abbiamo detto, comunque, le critiche più pesanti al sistema formativo sono mosse verso il fronte del post lauream, ovvero quello della formazione specialistica. A detta dei giovani medici che auspicano la riforma formazione specialistica, infatti, il sistema di accesso alle scuole di specializzazione è poco meritocratico e, sotto un profilo più pratico, anche talvolta troppo lungo. Un altro punto a sfavore dell’attuale sistema formativo è il verificarsi spesso di situazioni in cui non avviene la riassegnazione dei contratti già assegnati a candidati idonei che però non intendono prendere parte alla formazione specialistica nel ramo in cui, appunto, sono risultati idonei. Quest’ultimo è un problema cruciale e molto sentito dai giovani medici: il rischio è quello di essere reputati non idonei per la specialistica scelta e di non essere neppure “ripescati” qualora chi è idoneo non inizi o non prosegua il percorso di formazione. Molte critiche sono mosse poi verso la gestione degli aspetti normativi e burocratici, oltre che alla mancata nuova determinazione del trattamento economico previsto attualmente. Queste sono solo alcune delle critiche da parte dei giovani medici circa la formazione specialistica, da cui muovono le proposte per una riforma formazione specialistica.

Le conseguenze

Come si può immaginare, queste criticità si ripercuotono non solo sulla percezione da parte dei giovani medici riguardo la formazione pre e post lauream. La conseguenza forse più drammatica per il nostro paese risiede nella continua crescita del numero di giovani medici che finiscono con il trasferirsi all’estero. Spesso sono proprio i medici più motivati a lasciare il Bel Paese nella speranza di ottenere risultati e riconoscimenti diversi.

Pre lauream: le proposte principali per la riforma formazione specialistica

Sul fronte pre lauream, i giovani medici hanno scandito una serie di proposte atte a rendere più professionalizzante la laurea in Medicina e Chirurgia. Questo sia nell’ottica dell’inserimento anticipato del tirocinio valutativo con prova abilitante alla professione nel periodo della discussione della tesi di laurea, sia per rendere i corsi italiani adeguati rispetto a quelli dei paesi europei. Anche l’introduzione di una valutazione all’interno del giudizio finale per le attività di tirocinio mira in questa direzione. Nell’ottica dei giovani medici, rendere più professionalizzante la laurea significa valorizzare la rete formativa e, quindi, ottimizzare la cooperazione tra l’Università, il Territorio e le strutture ospedaliere

Riforma formazione specialistica: le proposte principali

Il primo punto che viene messo in risalto dai giovani medici che propongono la riforma formazione specialistica riguarda l’accesso alle scuole di specializzazione. La proposta che mira a colmare i difetti del sistema è quella di adottare una graduatoria unificata a livello nazionale (o a livello macroregionale) per ogni singola scuola di specializzazione. Vengono richiesti anche cambiamenti sia sul peso assegnato alla seconda prova sia sul piano della riformulazione dei quiz della prima prova prevista. Sempre riguardo il problema dell’accesso, viene proposta anche una rivisitazione del peso assegnato al curriculum del candidato alla Scuola. È proposta, poi, una riduzione dei tempi di durata delle Scuole di Specializzazione, con la conversione di alcune direttamente in master professionalizzanti. In questo senso i giovani medici ritengono che il fulcro non debba essere la quantità, ma la qualità del percorso formativo. Molto sentita è la questione della riassegnazione dei contratti che non vengono poi assegnati ai vincitori per loro rinuncia e la tematica dello “specializzando a vita”. Queste ultime problematiche collaborano nella creazione del cosiddetto “imbuto formativo”, che schiaccia passioni e ambizioni di molti giovani medici.

Conclusioni

Insomma, non sono pochi i problemi riguardanti la formazione, sia pre lauream, sia post lauream, dei giovani medici. Con questo articolo abbiamo cercato di evidenziarne alcuni e di inserirli nel contesto che meritavano. Tutto questo al fine di farvi entrare nel vivo della riforma formazione specialistica, molto sentita dai giovani medici in Italia. Per saperne di più, puoi cliccare qui e prendere visione del documento ufficiale. Se invece sei indeciso sulla specializzazione adatta a te, clicca qui.