L’allarme lanciato  dalla Federazione Italiana delle Professioni Infermieristiche e dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg)  circa la carenza dei medici in organico all’SSN risulta sempre più attuale. Secondo le loro stime, la carenza dei medici e infermieri in servizio è la seguente: 56.000 medici e 50.000 infermieri mancano all’appello. In Italia contiamo 5,6 infermieri ogni 1000 abitanti. Nel Regno Unito sono invece 7,9; 10,5 in Francia e 12,6 in Germania.

La carenza di medici in prospettiva dei pensionamenti stimati nei prossimi dieci anni non è certo rosea: secondo l’ANSA, entro il 2028 oltre 80.000 medici (compresi medici di base) saranno andati in pensione. Guardando i dati ancora più da vicino il problema sembra ancora più accentuato nei medici di base: entro il 2028 saranno andati in pensione quasi 34.000 medici: ma ogni anno il corso di Medicina Generale “sforna” solamente 1.100 medici. Il bilancio segnerà un deficit quindi di circa 23.000 medici di base in meno da qui al 2028.

Leggi qui l’intervista a Massimo Minerva in merito al numero chiuso.

Carenza medici di base: anche qui c’è un imbuto formativo?

La carenza della categoria dei medici di base non è strettamente correlata al numero di borse di studio finanzate ogni anno (poco più di 1000 all’anno). Spesso, i giovani medici si rivolgono al corso di MMG solo dopo aver fallito il test di ammissione alla scuola di specializzazione. Il motivo è semplice: anzitutto la borsa per lo specializzando è più del doppio di quella del corsista del corso di MMG (1800 euro netti al mese contro i circa 820 euro al mese). Non da ultimo, il medico di base, oggi, viene percepito come una figura “svilente” rispetto al medico specialista.

Carenza medici: serve un piano straordinario di assunzioni secondo Walter Ricciardi

In un’intervista rilasciata all’Espresso del 1 marzo 2020, l’ex presidente dell’Istituo Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, appena incaricato dal ministro della Salute Speranza come “consigliere per le relazioni dell’Italia con gli organismi sanitari internazionali” denuncia il pesante taglio alla sanità messo in atto in Italia negli ultimi anni. Ricciardi dichiara che questo taglio, stimato intorno ai 37 miliardi di euro, ha fatto soffrire soprattutto le regioni “povere” al sud, dove non sono stati rimpiazzati oltre 40.000 medici. Per fronteggiare la carenza dei medici oggi in Italia servono 10.000 medici specializzati in più all’anno.

 

Carenza medici e Decreto Calabria

Per accellerare il percorso dei medici specializzandi e contenere, per quanto possibile, il famoso imbuto formativo dovuto dal numero chiuso delle scuole di specializzazione, la manovra economica del 2018 aveva introdotto la possibilità per i medici specializzandi di accedere ai concorsi ancora prima di aver terminato il percorso di specializzazione.

Con il successivo “Decreto Calabria” (il cui nome deriva dal fatto che il provvedimento era in gran parte mirato a ottimizzare lo stato della sanità calabrese) si è previsto che i medici specializzandi del penultimo anno non solo potevano accedere ai concorsi, ma anche a lavorare con un patto di pre-assunzione.

Carenza medici e Patto della Salute

Il successivo Patto della Salute ha tentato di spingersi ancora oltre, per tentare di “mettere una pezza” a questa annosa questione della carenza dei medici. Secondo questa Patto della Salute, i medici specializzandi potranno già iniziare l’attività lavorativa a metà del percorso di specializzazione: cioè dall’inizio del terzo anno.