Aggiornamento 14 marzo 2020

1) Coronavirus: cosa è?

I coronavirus sono una grande famiglia di virus comuni in molte diverse specie di animali, tra cui cammelli, bovini, gatti e pipistrelli. Raramente, i coronavirus animali possono infettare le persone e poi diffondersi tra persone. Negli ultimi anni, diciamo una ventina, i coronavirus sono saliti alla ribalta per tre epidemie: l’epidemia di SARS, tra il 2002 e il 2003, l’epidemia di MERS (sindrome respiratoria mediorientale), tra il 2012 e il 2013, e la recente epidemia di Novel coronavirus, iniziata a fine dicembre 2019. Un nuovo coronavirus (CoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo.

2) Fonte e diffusione del Coronavirus

Le autorità sanitarie cinesi sono state le prime a pubblicare l’intero genoma del 2019-nCoV (il nome tecnico del virus) nell’icona GenBankexternal, nel database delle sequenze genetiche NIH e nel portale Global Initiative on Sharing All Influenza Data (GISAIDexternal icon), un’azione che ha facilitato il rilevamento di questo virus. 

Gli esperti hanno confermato che l’epidemia di coronavirus mortale è iniziata in un mercato di animali all’ingrosso nella città cinese di Wuhan. Gli scienziati del “Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie” hanno affermato che i test dimostrano che il virus simile alla polmonite è stato trasmesso dagli animali agli esseri umani al mercato all’ingrosso dei frutti di mare dell’Huanan, secondo quanto riportato da News.com.au, citando l’agenzia di stampa cinese Xinhua di proprietà statale.

3) Coronavirus: perchè hanno questo nome?

I nuovi virus visti al microscopio appaiono come una sorta di bulbo, simile ad una corona. Sono virus capsulati, cioè con un involucro.

4) Come si trasmettono i Coronavirus ?

Tra gli uomini. i virus si trasmette in due modi:

– attraverso colpi di tosse, starnuti, che diffondono goccioline di saliva;

– attraverso il contatto con oggetti contaminati, mani, etc.

E’ importante ricordare che il virus potrebbe stabilirsi nell’organismo senza generare sintomi. Cosa significa questo? Che anche una persona senza le manifestazioni dell’infezione potrebbe «trasmettere» il nuovo virus.

Secondo un ultimo studio del Washington Post il virus resta sugli oggetti per una media di circa 4 ore. La durata effettiva dipende però dal tipo di superficie degli oggetti. Sulla plastica può rimanere fino a 16 ore.

5) Quali sono i sintomi del Coronavirus? Quanto dura l’incubazione?

I sintomi del Coronavirus sono i sintomi di una comune influenza o di un comune raffreddore: febbretossedolore muscolareaffaticamento e difficoltà respiratoria. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Sia per questo, sia per il fatto che il coronavirus 2019-nCoV si sta diffondendo in concomitanza con il virus influenzale invernale, occorre però non essere troppo allarmisti. 

Secondo gli esperti, il periodo di incubazione è di circa 14 giorni. I sintomi però iniziano a presentarsi di solito entro 2/ 3 giorni da quando si è entrati in contatto con il soggetto infetto. 

6) I medici sono a rischio di infezione?

Poiché gli operatori sanitari hanno contatti con i pazienti più spesso degli altri, sono più a rischio di infezione. A questo proposito, l’Oms raccomanda che gli operatori sanitari applichino coerentemente adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare.

7) Consigli e precauzioni

Alcune precauzioni vengono consigliate dagli esperti di Taiwan. Meglio fare spesso un autocontrollo da soli, perchè se si aspetta di avere i sintomi, può essere che la fibrosi ai polmoni sia già conclamata. Ogni mattina è opportuno fare un bel respiro e trattenere il fiato per circa 10 secondi: se non si tossisce non c’è alcuna infezione. Un’altra cosa chsa da fare è bere regolarmente un sorso d’acqua (ogni 15 minuti circa). Se ingerito, il virus nello stomaco viene neutralizzato dagli acidi del succo gastrico.

Il SIMIT, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, ha diffuso le proprie linee guide per la gestione dei casi sospetti.

 

Vuoi ricevere un preventivo per la tua assicurazione professionale da medico? Clicca qui !