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Dentisti e pubblicità sanitaria: quali leggi e quali regole non scritte deve seguire un dentista quando fa pubblicità sanitaria? In questo articolo ti parlerò di cosa prevede la legge e ti mostrerò alcuni esempi concreti per non infrangerla, rischiando di rovinare la tua reputazione e l’immagine del tuo studio costruita con anni di fatica.

Capita spesso, infatti, che una pubblicità pianificata e comunicata male faccia più danni di una non presenza online. Ecco quindi che, quando decidi di realizzare un sito internet e aprire delle pagine sui social network non basta comunicare in modo costante e indirizzato al proprio target di pazienti: occorre farlo bene, rispettando la legge e informando sui reali benefici dei propri servizi.

Prima di entrare nel dettaglio vediamo cosa stabilisce esattamente, ad oggi, la legge sulla pubblicità sanitaria.
Sei pronto? Iniziamo!

 

Dentisti e pubblicità sanitaria: la Legge Bersani 

 

Fino al 2006 il dentista non poteva fare pubblicità sanitaria, così come qualsiasi altro professionista del settore sanitario. Poteva affidarsi soltanto al passaparola per far circolare il proprio nome e raggiungere nuovi pazienti.

Nel 2006 è finalmente intervenuta la Legge Bersani. Questa legge ha regolamentato temi e modalità per comunicare il proprio lavoro ai potenziali pazienti interessati ai servizi offerti. La Legge Bersani è stata davvero una “piccola grande” rivoluzione che ha portato molti medici ad interessarsi al nuovo mondo del marketing sanitario.

La Legge Bersani, però, lasciava anche molti vuoti e spazi soggetti ad interpretazione e per questo motivo alcuni medici, mal consigliati dalle agenzie di marketing generico, hanno cominciato a pubblicizzarsi in modo aggressivo, puntando eccessivamente sul prezzo o sulle paure del paziente.

La pubblicità sanitaria per i dentisti, sempre più popolare anche grazie a Facebook e a Google, andava quindi regolamentata in modo più preciso, mettendo dei paletti chiari a cosa si può dire e mostrare. 

Dentisti e pubblicità sanitaria: le novità della Legge Boldi

Ecco quindi che alla fine del 2018, grazie ad un emendamento alla Legge di Bilancio a firma dell’Onorevole Rossana Boldi, si è messo la parola fine alla deriva in corso. Si è stabilito che la pubblicità sanitaria deve garantire la corretta informazione sui trattamenti sanitari:

 

« Escludendo qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestionale, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente. »

 

In parole povere, la pubblicità sanitaria per i dentisti è diventata al contempo un terreno spinoso sul quale muoversi e una grande opportunità per comunicare i propri servizi in modo trasparente.

Un terreno spinoso però, solo se decidi di affidarti ad una web agency generalista, abituata ad offrire a qualsiasi cliente, dalla pizzeria di paese allo studio dentistico, lo stesso servizio.

Se vuoi comunicare senza correre alcun rischio di infrangere la legge devi affidarti ad un’agenzia specializzata che si rivolge solo ai medici, proprio come Marketing Medico (https://www.marketingmedico.it/).

In questo modo eviterai di fare scivoloni come quelli che ti mostrerò tra poco, che non sono rischiosi solo dal punto di vista legale, ma ledono la tua reputazione costruita con anni di fatica.

 

Pubblicità sanitaria: quali slogan dovresti evitare?

Ti sarà capitato, scorrendo la bacheca del tuo profilo Facebook o semplicemente girando per strada, di imbatterti in pubblicità che ancora oggi, nel 2020, non rispettano la legge. Forse non ci hai mai pensato, ma quando leggi slogan come: “Igiene dentale a € 29″, oppure frasi che alimentano paure e timori nel paziente, ecco, sappi che quegli slogan e quelle frasi sono proibiti dalla legge.

Come abbiamo detto poco fa, con la Legge di Bilancio di fine 2018 si vieta ogni comunicazione esclusivamente promozionale o suggestiva.

Questa precisazione fondamentale rende la pubblicità nel settore sanitario un unicum, qualcosa di completamente diverso rispetto alle professioni comunemente pubblicizzate su internet o in TV.

Il settore dentistico, in definitiva, è diverso, unico nel suo genere, perché la legge dà spazio solo a comunicazioni informative e incentrate sul bisogno del paziente di capire esattamente cosa prevede il tuo trattamento.

Questo sgombra il campo da pubblicità aggressive (anche se, come ti ho accennato, alcune se ne vedono ancora). Privilegia invece chi fa bene il proprio lavoro e chi pianifica una strategia basata sull’unicità dei servizi offerti e la comunica in modo corretto.

Dentisti e pubblicità sanitaria: supera la concorrenza!

Quando deciderai di iniziare questa grande avventura che è la pubblicità sanitaria per i dentisti, ricorda che per vincere la concorrenza non è necessario assestare colpi bassi o fare pubblicità illegali. Occorre comunicare con chiarezza e costanza chi sei, cosa fai e perché il paziente dovrebbe scegliere proprio te invece che uno dei tanti studi dentistici che puntano sul prezzo basso.

La tua professione è unica, come è unico il tuo studio dentistico. Impara a valorizzarlo tramite gli strumenti che il marketing sanitario ti mette a disposizione e lascia che siano solo le macro cliniche low cost a svendere i loro servizi.

 

In sintesi:


Per evitare sanzioni, valorizzare la tua professione e non bruciare soldi con il marketing generico, ricordati di affidarti ad un’agenzia specializzata sul marketing sanitario, proprio come Marketing Medico: (https://www.marketingmedico.it/).