Quando si decide di fare la professione del medico il primo passo da compiere è aprire partita IVA per medici, dato che si può esercitare anche in libera professione, oltre che come dipendente in strutture pubbliche o private o ancora come attività extramoenia per i medici del Servizio Sanitario Nazionale.

Non solo: la professione di medico dà anche la possibilità di lavorare intramoenia, ovvero all’interno dell’ospedale ma oltre l’impegno previsto dal Sistema Sanitario Nazionale (S.N.N.) In tal caso i compensi ricavati dal lavoro dipendente saranno soggetti a ritenuta secondo le aliquote ordinarie dell’IRPEF, mentre l’attività extramoenia sarà considerata come lavoro autonomo e risponderà, in dichiarazione dei redditi, ai regimi di fiscalità ordinaria, semplificata o forfettaria.

Aprire partita IVA come medici: il libero professionista

Chi svolge e sta seguendo la formazione specialistica è autorizzato a sostituire a tempo determinato i medici convenzionati con il S.S.N. come medico professionista e le prestazioni concorrono alla creazione dei redditi di lavoro professionale per cui si deve obbligatoriamente aprire partita IVA, a patto di aver già superato l’Esame di Stato e risultare iscritti all’Ordine dei Medici Chirurgi della provincia di residenza.

Non solo: tutti i medici liberi professionisti che lavorano in Italia devono versare i contributi pensionistici alla cassa di riferimento, in questo caso l’Enpam (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri). Il medico che apre partita IVA, inoltre, verserà contributi proporzionali al reddito che comprendono anche ciò che deriva dalle prestazioni intramoenia, extramoenia e dalle prestazioni occasionali o collaborazioni coordinate e continuative.

Come aprire la partita IVA per medici: la guida

medico libero professionista
Come aprire partita IVA per medici

Vediamo ora quali sono le fasi da seguire per aprire la partita IVA per medici:

  • superare l’esame di stato e iscriversi all’Albo dei Medici Chirurghi Odontoiatri:
  • compilazione e invio del modulo di richiesta di apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12)
  • consegna del modulo entro 30 giorni dall’inizio della tua attività con Partita IVA per medici;
  • iscrizione alla cassa previdenziale dei medici, l’ENPAM.

Il nostro consiglio è affidarsi a un commercialista esperto per evitare sanzioni legate alla non corretta apertura della partita IVA o a errori di gestione della tua partita IVA per medici.

Il regime forfettario

Nella maggior parte dei casi il regime più vantaggioso per chi sceglie di aprire partita IVA come medico libero professionista è il regime forfettario, a patto di rispettate i requisiti previsti dalla Normativa sul Regime Forfettario.

Se riuscirai a rientrare nella condizione descritta avrai alcuni importanti vantaggi in ambito contabile e fiscale e la tua attività di medico libero professionista partirà agevolata. In particolare non dovrai sottostare all’obbligo della fatturazione elettronica introdotto nel 2019, ma sarai anche esonerato da:

  • applicazione dell’IVA in fattura;
  • applicazione della ritenuta d’acconto in fattura;
  • obbligo di registrazione delle fatture

Potrai, inoltre, contare su una tassazione semplificata che prevede un’imposta sostitutiva pari al 15% e in alcuni casi al 5%.

Aprire partita IVA per medici: i contributi pensionistici


Come spiegato in questo post, per aprire partita IVA come medico dovrai anche iscriverti all’ENPAM, la cassa previdenziale dedicata al medico che lavora in libera professione. In tale cassa vedrai che sono previste diverse tipologie di contributi, come la Quota A, la Quota B e altre ancora e l’importante è farsi seguire da un commercialista esperto per avere ben chiaro a quanto ammonta il versamento e quali sono le scadenze dei pagamenti. In alternativa puoi visitare il sito dell’ENPAM.

Come vedi aprire la partita IVA e avviare un’attività in proprio è davvero semplice e veloce e permette al giovane medico di integrare i guadagni che derivano dall’esercizio della professione con il Servizio Sanitario Nazionale, raggiungendo il benessere economico.