Medicina. Quale specializzazione scegliere?

Medici specializzandi scelgono specialità
Elena Sartor

Tante e variegate sono ormai le specializzazioni di medicina. Laurea in vista, o quasi, e decisione sulla successiva specializzazione da prendere: con buona pace di attitudini e passioni personali, sono ormai le effettive possibilità lavorative a indirizzare la scelta dei giovani medici verso alcune specializzazioni di medicina invece che verso altre. E, cifre dei prossimi pensionamenti alla mano, capiamo anche il perché.

I dati della XX Indagine di Almalaurea hanno confermato che le opportunità lavorative e retributive dei laureati in medicina quasi eguagliano quelle dei laureati in ingegneria. E queste analisi sono state effettuate dopo cinque anni dal conseguimento del titolo. Il tasso di occupazione dei giovani medici è infatti del 93,8%, ma le possibilità di inserimento non sono affatto uguali in tutte le specialità e va tenuto presente affrontando lo sforzo della specialità.

 

Fornero e Quota 100: in pensione 33.000 entro il 2023

L’invecchiamento della popolazione medica è l’allarme lanciato da Assomed e altri enti già nel 2018. I medici nati tra il ’49 e il ’58, dipendenti del SSN, che hanno già maturato o matureranno i criteri pensionistici pre o post “Fornero” nei prossimi anni sono circa  33.050. E circa 25.500 quelli che saranno in possesso dei criteri di pensionamento nel quinquennio 2024-2028, con una media annuale di 5100 unità. Solamente nel decennio 2029-2038 registreremo delle contrazioni delle cessazioni annuali.

Queste stime non considerano le uscite relative al personale medico universitario e specialista ambulatoriale convenzionato, che pure faranno registrare uscite numericamente rilevanti.

Attenzione, la situazione è poi diversa da Regione a Regione e ciascun medico dovrebbe appurare come sia quella di proprio interesse. Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, P.A. Trento, Puglia, Sardegna, Toscana, Veneto registreranno il maggiore invecchiamento nei prossimi anni. Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, saranno quelle con il maggior numero di pensionamenti.

Pediatri, Anestesisti. E Radiologi e Ortopedici: il problema sono però le borse

Quali specializzazioni mediche vedranno dunque svuotare maggiormente le loro fila? Pediatria (inclusi i Pediatri di libera scelta), Anestesiologia e Medicina Interna: rispettivamente con corrispondenti necessità di 6.000, 5.500 e 4.000 richieste di medici specialisti. I dati sono stati calcolati da Assomed confrontando i dati poco confortanti forniti dal MIUR. A seguire, sempre guardando i dati oggettivi dei pensionamenti in vista, saranno maggiormente richiesti i medici di Medicina Generale, i Radiologi e gli Ortopedici.

Il problema resta l’imbuto formativo che risulta dal divario esistente tra numero chiuso per l’accesso alle scuole di Medicina e Chirurgia e l’offerta formativa post-laurea. Questa offerta soffre di una variabilità tra contratti di formazione specialistica MIUR, vincolati a risorse economiche in contrazione, e richieste regionali. Queste ultime sono alla fine le più decisive nel modulare la programmazione: i bisogni di medici specialisti espressi da ciascuna Regione sono il dato più concreto a disposizione delle parti.

Non ultimo va ricordato il precariato medico. Nonostante le altissime percentuali occupazionali riconosciute alla professione medica, esiste un precariato generato dal blocco del ricambio generazionale e dalle riforme pensionistiche che allontanano sempre più l’uscita dal sistema lavorativo.

Elena Sartor

Laureata in Lettere Moderne ha compiuto studi con indirizzo filologico e lavora da sempre con la scrittura, praticandola e rivedendola, in vari ambiti editoriali. Si è formata e ha a lungo lavorato in agenzia stampa approfondendo l'interesse per la comunicazione scientifica nell'ambito di una delle prime edizioni del Master in Comunicazione Scientifica e Istituzionale dell'Università di Ferrara, nel 2003. Ambito, quello della divulgazione scientifica, che pratica -con piacere e con attenzione alle fonti e alla semplicità della comunicazione- per il settore industriale e dell'e-commerce.

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